Ebbene sì.
Ieri sono andata all'Ikea.
Se mai vi venisse in mente di farlo un venerdì di ponte...NON FATELO.
Ascoltate una cretina.
Ok, non mi volete ascoltare?
Almeno armatevi di mp3 carico della vostra musica preferita (e possibilmente carico anche di batteria, che non vorrete restare lì come salami al reparto lampadine senza più musica da sentire) e di pazienza.
La musica vi servirà per isolarvi dalle famiglie con figli urlanti che paiono posseduti da Belzebù in persona.
La pazienza pure, perchè se è vero che non li sentite, riuscite comunque a vederli.
E vi servirà anche per trovare parcheggio, perchè dovrete salire fino all'ultimo piano del meraviglioso parcheggio nuovo -scoperto- e osservare il cielo che assume sfumature grigiotopo.
Ma voi lo sapete, è l'imbrunire, non l'apocalisse che si sta per scatenare.
Ma siete determinate, perchè è una settimana che compilate la lista di cose da prendere, perchèèèè...
REGOLA N° 1: MAI e dico MAI andare all'Ikea senza lista.
Voi non lo sapete, ma all'Ikea l'aria è satura di cocaina ed è pericoloso andarci senza uno scopo. Rischiate di arrivare a casa con Sknyppa, Ljuoska, Prapppta, Mjialta, tutte cose che lì per lì vi sembravano indispensabili (eppoi solo due euriiii), ma che ora non sapete proprio dove piazzare in casa.
Io stessa ieri, nonostante il ferreo proposito di fare la brava, ho comprato un sottopentola che NON mi serviva (ma è troppo caruccio, e poi solo 99 cent!).
REGOLA N°2: segnarsi i posti di ogni cosa.
Sul sito ci sono, e riparmiate ore ed ore ed ore a girovagare per il self service mobili alla ricerca di quel che vi serve.
Ieri sono stata bravissima.
REGOLA N°3 (ma forse è un paradigma): non troverete tutto quel che vi serve.
E' matematico.
In dettaglio non troverete tutti i pezzi del mobile che avete tanto faticato a comporre, e di solito scoprirete la cosa quando avete già bello che caricato il vostro carrellino con i pezzi più pesanti e ingombranti, scomodando tutti i santi del calendario.
Il mio consiglio in questi casi è uno solo: chiedete al personale se riassortiscono quel che vi serve e quando, e in caso di risposta affermativa agguantate i pezzi che sono disponibili e armatevi di pazienza. Sennò rischiate di non trovare tutto di nuovo (sì, parlo per esperienza).
Ah, una cosa: siate gentili col personale, per favore. Sono lì per lavorare ma non sono i vostri schiavi, e vi assicuro che con un sorriso e un grazie otterrete di più che con uno sbuffo e un "oh, ma muoviti". Se non altro avrete un sorriso di risposta e un "grazie per la gentilezza" che vi sovvertiranno la giornata.
Fosse sempre così semplice.
REGOLA N°4: appiccicate bene le etichette sulle stoffe a peso se non volete rifarvi tuuuuutta l'Ikea di corsa per ripesare e rietichettare. E prendete un 10 cm di stoffa in più che in malora non andate per quell'euro ma potrebbero salvarvi la vita (di nuovo, parlo per esperienza).
Ah, e una cosa ancora: è un self service, quindi quando avete finito di tagliare le stoffe rimettele a posto.
Ok che il culo pesa, ma non bisogna essere cafoni.
E infine...REGOLA N°5: evitate la bottega svedese.
E' piena di piatti pesaculo surgelati e porcherie varie, e voi dovete tirare fine mese quindi fidatevi, evitatela.
Oppure fatevi la lista pure lì.
(Lo so, lo so che siete curiosi di sapere cosa ci ho comprato...diciamo che sto lavorando a un restyling della mia cucina e che presto sembrerà riarredata da Iggy Pop sotto acido potente...)
sabato 4 giugno 2011
venerdì 3 giugno 2011
Panino pesaculo di ritorno da Ikea/Leroy Merlin
Sì, ogni tanto la casa ha bisogno di essere colorata e sistemata.
E così pomeriggio, con la verve di un bovino spedito al macello mi sono avviata all'Ikea e poi al Leroy Merlin.
Ma non è di questo che voglio parlarvi, perchè lo farò in post apposito, magari domani.
Non oggi.
Oggi no.
Indovinato!
Mi pesa troppo il culo, per farlo oggi.
E' che poi una corre qui e là, caccia nel carrello le cose, paga, torna a pesare cose, ripaga, e...giunge a casa alle 7 e mezza.
E il frigo è vuoto.
E allora si inventa la cosa più pesaculo del mondo, ossia il...
PANINO PESACULO DI RITORNO DA IKEA/LEROY MERLIN
1 panino (o 2 fette di pancarrè, una focaccina, una piadina, un paio di tigelle...insomma, dei prodotti farinacei da forno adatti per essere farciti)
1 caprino
10 olive (o 20 o 5, come preferite. Io avevo una confezione da single di quelle nere della Saclà, e le ho usate tutte)
1 scatoletta di tonno
olio
spezie a piacere
Dunque, come prima cosa piazzate il pane a riscaldare dove preferite.
Io lo piazzo sopra al tostapane.
No, non dentro, proprio sopra.
Il mio tostapane è tecnologico e fatto apposta, ma lo facevo anche con quello vecchio risalente al 1972, epoca in cui presumibilmente nessuno congelava il pane e la brava massaia lo impastava e cuoceva in forno con le sue manine sante.
Intanto girovagate fra frigorifero e dispensa e raccattate il caprino, le olive e il tonno.
Se non vi pesasse il culo li prendereste e frullereste per avere una cremina cremosa, ma siccome vi pesa il culo (e io lo so) prendete il pane precedentemente riscaldato e spalmateci il caprino. Cospargetelo di spezie di vostro gradimento (io non ci ho messo niente stavolta, ma di solito ci metto la parika) e poi incastonateci le olive tagliate a metà.
Sbriciolateci sopra il tonno, chiudete e godetevelo con una birra rossa gelata.
Se vi sentite in colpa perchè manca l'apporto di frutta e verdura in questo pasto e ciò potrebbe minare la vostra dieta basata sulle 5 porzioni di vegetali giornaliere, smettete di leggere questo blog e consultate un medico.
Oppure potreste fare come me e autoconvincervi di non aver mangiato verdure per evitare l'epidemia di e. coli che sta dilagando.
Con me sta scusa oggi ha funzionato alla grandissima.
E così pomeriggio, con la verve di un bovino spedito al macello mi sono avviata all'Ikea e poi al Leroy Merlin.
Ma non è di questo che voglio parlarvi, perchè lo farò in post apposito, magari domani.
Non oggi.
Oggi no.
Indovinato!
Mi pesa troppo il culo, per farlo oggi.
E' che poi una corre qui e là, caccia nel carrello le cose, paga, torna a pesare cose, ripaga, e...giunge a casa alle 7 e mezza.
E il frigo è vuoto.
E allora si inventa la cosa più pesaculo del mondo, ossia il...
PANINO PESACULO DI RITORNO DA IKEA/LEROY MERLIN
1 panino (o 2 fette di pancarrè, una focaccina, una piadina, un paio di tigelle...insomma, dei prodotti farinacei da forno adatti per essere farciti)
1 caprino
10 olive (o 20 o 5, come preferite. Io avevo una confezione da single di quelle nere della Saclà, e le ho usate tutte)
1 scatoletta di tonno
olio
spezie a piacere
Dunque, come prima cosa piazzate il pane a riscaldare dove preferite.
Io lo piazzo sopra al tostapane.
No, non dentro, proprio sopra.
Il mio tostapane è tecnologico e fatto apposta, ma lo facevo anche con quello vecchio risalente al 1972, epoca in cui presumibilmente nessuno congelava il pane e la brava massaia lo impastava e cuoceva in forno con le sue manine sante.
Intanto girovagate fra frigorifero e dispensa e raccattate il caprino, le olive e il tonno.
Se non vi pesasse il culo li prendereste e frullereste per avere una cremina cremosa, ma siccome vi pesa il culo (e io lo so) prendete il pane precedentemente riscaldato e spalmateci il caprino. Cospargetelo di spezie di vostro gradimento (io non ci ho messo niente stavolta, ma di solito ci metto la parika) e poi incastonateci le olive tagliate a metà.
Sbriciolateci sopra il tonno, chiudete e godetevelo con una birra rossa gelata.
Se vi sentite in colpa perchè manca l'apporto di frutta e verdura in questo pasto e ciò potrebbe minare la vostra dieta basata sulle 5 porzioni di vegetali giornaliere, smettete di leggere questo blog e consultate un medico.
Oppure potreste fare come me e autoconvincervi di non aver mangiato verdure per evitare l'epidemia di e. coli che sta dilagando.
Con me sta scusa oggi ha funzionato alla grandissima.
domenica 29 maggio 2011
Insalata di riso grattafrigo
Arrendiamoci.
Bene che vada, il riso ci mette 18 minuti a cuocere, e parlo di quello più sfigato, fra l'altro.
Alcuni, tipo il riso rosso ce ne mettono anche 45. Buono, eh, ma 45 minuti sono tantissimi! Conosco almeno un centinaio di album punk che durano molto meno.
Diavolo, credo ci siano BAND punk che sono durate meno!
Ma non divaghiamo: oggi parliamo del Carnaroli, del fatto che ci sono mille gradi e del fatto che è domenica, e la domenica il culo, si sa, pesa almeno il doppio degli altri giorni. Perlomeno a me.
Uno dei fondamenti della cucina pesaculo è: mentre cuoce la pasta (o il riso) cuoce anche il condimento.
E 18 minuti sono un'infinità di tempo...quindi oggi la ricetta è un po' più laboriosa del solito.
INSALATA DI RISO GRATTAFRIGO
INGREDIENTI PER 2/3 PERSONE (con le quantità del riso sono una catastrofe)
150 gr di riso Carnaroli (lo sooooo che non va bene per le insalate di riso, ma quello avevo)
basilico fresco preso dal vaso sul balcone prima che muoia
grana padano
cipolla secca
aglio secco
50 gr a occhio di pinoli (oh, insomma, mezza bustina dell'esselunga bio)
3 zucchine (anzi 2)
1 melanzana
1 carota
cubetti di grana padano a vanvara
Piazzate la consueta padella d'acqua per il riso sul fuoco. A sto giro, oltre al sale metteteci un cucchiaio di olio e uno di aceto, che la mia mamma faceva così, e anche la mia nonna prima di lei e quindi quando devo fare l'insalata di pasta o riso lo faccio anch'io.
Osservate con sgomento le zucchine che avevate dimenticato in frigo, che erano 3, e salvate il salvabile riducendole a due. Fatele a pezzettini, e fate lo stesso con carota e melanzana (e pensate al fatto che ora in frigo non c'è DAVVERO più niente)
Prendete un'altra padella e metteteci olio, cipolla e aglio secco (oh, sì, un altro dei fondamenti della cucina pesaculo. Salvano in mille situazioni), fate soffriggere al solito senza carbonizzare e poi sparateci le verdure che avete amorevolmente salvato da una brutta fine e tagliato.
Salate, pepate, speziate e osservate con meraviglia che zucchine e melanzane non sono stronze e fanno umidità, quindi non serve acqua. Anche perchè ora coprite con un bel coperchio che è meglio.
Siccome il riso "asciutto" non vi piace, riflettete. La mayonese non ci sta ma...BINGO! C'è un vaso di basilico sul balcone!
Intonando canti di ringraziamento raccattatene un po', lavatelo e tritatelo coi pinoli (rinvenuti a caso in dispensa e nemmeno scaduti, che fortuna!), l'olio e il grana padano.
Abbondate con l'olio, che fa bene e sgrana il riso, specie se il riso non va bene per farci l'insalata e voi proprio quella state facendo.
Nel frattempo l'acqua bolle, e voi buttate il riso (e un'occhio alle verdure, prima che carbonizzino).
Puntate il timer e ora...avete del tempo.
18 minuti.
Io ho steso la lavatrice, oggi sono stata diligente, voi fate quel che credete magari senza dimenticarvi che avete delle verdure sul fuoco.
Quando il timer suona, scolate il riso, mettetelo in una terrina con le verdure e il pesto e guardate l'ora.
Nel mio caso eran quasi le due, quindi ho sparapacchiato il riso e sventagliato come una pazza per raffreddarlo, e alla fine l'ho mangiato tiepido che è buono uguale.
Ah, ci ho aggiunto dei cubetti di grana che era lì che mi guardava, e odio avere microvanzirotti per il frigo, ma secondo me ci sta anche la mozzarella. Anzi, forse ci sta meglio, ma non ce l'avevo.
Ci sta anche il tonno secondo me, o i pomodorini freschi aggiunti a crudo ma mi pesa il culo e la ricetta era già abbastanza complessa così per i miei gusti.
Bene che vada, il riso ci mette 18 minuti a cuocere, e parlo di quello più sfigato, fra l'altro.
Alcuni, tipo il riso rosso ce ne mettono anche 45. Buono, eh, ma 45 minuti sono tantissimi! Conosco almeno un centinaio di album punk che durano molto meno.
Diavolo, credo ci siano BAND punk che sono durate meno!
Ma non divaghiamo: oggi parliamo del Carnaroli, del fatto che ci sono mille gradi e del fatto che è domenica, e la domenica il culo, si sa, pesa almeno il doppio degli altri giorni. Perlomeno a me.
Uno dei fondamenti della cucina pesaculo è: mentre cuoce la pasta (o il riso) cuoce anche il condimento.
E 18 minuti sono un'infinità di tempo...quindi oggi la ricetta è un po' più laboriosa del solito.
INSALATA DI RISO GRATTAFRIGO
INGREDIENTI PER 2/3 PERSONE (con le quantità del riso sono una catastrofe)
150 gr di riso Carnaroli (lo sooooo che non va bene per le insalate di riso, ma quello avevo)
basilico fresco preso dal vaso sul balcone prima che muoia
grana padano
cipolla secca
aglio secco
50 gr a occhio di pinoli (oh, insomma, mezza bustina dell'esselunga bio)
3 zucchine (anzi 2)
1 melanzana
1 carota
cubetti di grana padano a vanvara
Piazzate la consueta padella d'acqua per il riso sul fuoco. A sto giro, oltre al sale metteteci un cucchiaio di olio e uno di aceto, che la mia mamma faceva così, e anche la mia nonna prima di lei e quindi quando devo fare l'insalata di pasta o riso lo faccio anch'io.
Osservate con sgomento le zucchine che avevate dimenticato in frigo, che erano 3, e salvate il salvabile riducendole a due. Fatele a pezzettini, e fate lo stesso con carota e melanzana (e pensate al fatto che ora in frigo non c'è DAVVERO più niente)
Prendete un'altra padella e metteteci olio, cipolla e aglio secco (oh, sì, un altro dei fondamenti della cucina pesaculo. Salvano in mille situazioni), fate soffriggere al solito senza carbonizzare e poi sparateci le verdure che avete amorevolmente salvato da una brutta fine e tagliato.
Salate, pepate, speziate e osservate con meraviglia che zucchine e melanzane non sono stronze e fanno umidità, quindi non serve acqua. Anche perchè ora coprite con un bel coperchio che è meglio.
Siccome il riso "asciutto" non vi piace, riflettete. La mayonese non ci sta ma...BINGO! C'è un vaso di basilico sul balcone!
Intonando canti di ringraziamento raccattatene un po', lavatelo e tritatelo coi pinoli (rinvenuti a caso in dispensa e nemmeno scaduti, che fortuna!), l'olio e il grana padano.
Abbondate con l'olio, che fa bene e sgrana il riso, specie se il riso non va bene per farci l'insalata e voi proprio quella state facendo.
Nel frattempo l'acqua bolle, e voi buttate il riso (e un'occhio alle verdure, prima che carbonizzino).
Puntate il timer e ora...avete del tempo.
18 minuti.
Io ho steso la lavatrice, oggi sono stata diligente, voi fate quel che credete magari senza dimenticarvi che avete delle verdure sul fuoco.
Quando il timer suona, scolate il riso, mettetelo in una terrina con le verdure e il pesto e guardate l'ora.
Nel mio caso eran quasi le due, quindi ho sparapacchiato il riso e sventagliato come una pazza per raffreddarlo, e alla fine l'ho mangiato tiepido che è buono uguale.
Ah, ci ho aggiunto dei cubetti di grana che era lì che mi guardava, e odio avere microvanzirotti per il frigo, ma secondo me ci sta anche la mozzarella. Anzi, forse ci sta meglio, ma non ce l'avevo.
Ci sta anche il tonno secondo me, o i pomodorini freschi aggiunti a crudo ma mi pesa il culo e la ricetta era già abbastanza complessa così per i miei gusti.
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Spaghetti carote, zenzero e limone
DISCLAIMER
Non sono una cuoca provetta, mi arrangio e questo NON è un blog serio con le quantità serie e i tempi ben calcolati e robe così.
D'altronde non sono una persona seria, che ci volete fare?
Tendo a usare quello che ho nel frigo (che di norma è POCHISSIMO, odio fare la spesa perchè ho il culo pesante, non dimentichiamocelo) e non conosco i termini tecnici delle varie preparazioni, anche perchè di cose complesse non ne faccio.
Quindi qui non troverete roux, robe incendiate, ricette in cui l'ingrediente fondamentale è l'estratto di pelo di topo birmano e cose così.
Uso roba che si trova in giro, insomma.
Però sono anche curiosa e mi piace sperimentare, quindi magari qualche robetta strana qua e là ce la piazzo.
E infatti cominciamo con...
SPAGHETTI CAROTE, ZENZERO E LIMONE
Girovagando per il supermercatino bio (l'ho detto che mi piace curiosare) sono rimasta affascinata dalla radice di zenzero, e quindi, canticchiando "Natale allo zenzero" di Elio in pieno maggio ne ho presa, pesata, insacchettata ed etichettata una.
Una volta giunta a casa l'ho osservata e mi sono detta "emmò?", e l'ho dimenticata in frigo qualche giorno.
Poi venerdì sera, presa dal consueto sconforto da frigo vuoto, ho rinvenuto delle carote, il limone e mi sono detta: "Massìììììì!".
Ed ecco qua.
INGREDIENTI PER 2 PERSONE:
- 25o gr di spaghetti (ahò, io c'ho ffffame, meno di 120 gr a testa di pasta è dieta, e io non sono a dieta)
- 4 carote
- un limone lavato, possibilmente bio
- radice di zenzero
Osservate intensamente gli ingredienti, dopodichè piazzate l'acqua della pasta sul fuoco. Salatela subito, sennò poi vi dimenticate (quelle dell'acqua salata che bolle dopo sono palle, me l'ha detto non so più chi ma era uno serio e mi fido).
Mentre si scalda, prendete il grattuggiacarote e grattuggiatele con la lama più grossa in una fondina (oh insomma, non deve essere una poltiglia informe).
Prendete una bella padellozza antiaderente grossa e piazzateci un po' d'olio sul fondo. Poi grattuggiateci con lo stesso grattuggiacarote di prima (così lavate una roba sola) lo zenzero fresco e la buccia del limone. Di zenzero ce ne ho messo un bel po' perchè il piccante non mi spaventa, ma occhio se non siete abituati che pizzicaaaaa!
Accendete il fuoco e aspettate che lo zenzero e la buccia soffriggano un po'. Non carbonizzateli.
Schiantate le carote nell'olio zenzerolimonato, e fatele soffriggere un minutino, dopodichè aggiungete un po' di sale e acqua a goccini quando vedete che stanno per bruciare, che le carote sono stronze e si asciugano in fretta.
Nel frattempo l'acqua per la pasta dovrebbe bollire, quindi buttate gli spaghi.
NON ALLONTANATEVI DALLA CUCINA! Piuttosto stappatevi una birra e dotatevi di scaglie di grana padano per aperitivare, oppure se siete diligenti pulite la grattugia e apparecchiate la tavola.
Però se stappate la birra potete sempre aggiungere quella alle carote, anzichè l'acqua. Io ho fatto così (e si scoprì così che la ragazza non è per niente diligente).
Quando la pasta è cotta scolatela, mettetela nella pentola delle carote e mescolate.
Poi spremeteci sopra il limone, maledicetevi per non averlo fatto attraverso un colino e raccogliete tutti i semini maledetti.
Ditevi "La prossima volta ti fai furba e lo spremi nel colino" pur sapendo che ciò non accadrà, impiattate e godetevela.
Col resto della birra, se ve ne è rimasta dall'aperitivo, o con una nuova se preferite.
Non sono una cuoca provetta, mi arrangio e questo NON è un blog serio con le quantità serie e i tempi ben calcolati e robe così.
D'altronde non sono una persona seria, che ci volete fare?
Tendo a usare quello che ho nel frigo (che di norma è POCHISSIMO, odio fare la spesa perchè ho il culo pesante, non dimentichiamocelo) e non conosco i termini tecnici delle varie preparazioni, anche perchè di cose complesse non ne faccio.
Quindi qui non troverete roux, robe incendiate, ricette in cui l'ingrediente fondamentale è l'estratto di pelo di topo birmano e cose così.
Uso roba che si trova in giro, insomma.
Però sono anche curiosa e mi piace sperimentare, quindi magari qualche robetta strana qua e là ce la piazzo.
E infatti cominciamo con...
SPAGHETTI CAROTE, ZENZERO E LIMONE
Girovagando per il supermercatino bio (l'ho detto che mi piace curiosare) sono rimasta affascinata dalla radice di zenzero, e quindi, canticchiando "Natale allo zenzero" di Elio in pieno maggio ne ho presa, pesata, insacchettata ed etichettata una.
Una volta giunta a casa l'ho osservata e mi sono detta "emmò?", e l'ho dimenticata in frigo qualche giorno.
Poi venerdì sera, presa dal consueto sconforto da frigo vuoto, ho rinvenuto delle carote, il limone e mi sono detta: "Massìììììì!".
Ed ecco qua.
INGREDIENTI PER 2 PERSONE:
- 25o gr di spaghetti (ahò, io c'ho ffffame, meno di 120 gr a testa di pasta è dieta, e io non sono a dieta)
- 4 carote
- un limone lavato, possibilmente bio
- radice di zenzero
Osservate intensamente gli ingredienti, dopodichè piazzate l'acqua della pasta sul fuoco. Salatela subito, sennò poi vi dimenticate (quelle dell'acqua salata che bolle dopo sono palle, me l'ha detto non so più chi ma era uno serio e mi fido).
Mentre si scalda, prendete il grattuggiacarote e grattuggiatele con la lama più grossa in una fondina (oh insomma, non deve essere una poltiglia informe).
Prendete una bella padellozza antiaderente grossa e piazzateci un po' d'olio sul fondo. Poi grattuggiateci con lo stesso grattuggiacarote di prima (così lavate una roba sola) lo zenzero fresco e la buccia del limone. Di zenzero ce ne ho messo un bel po' perchè il piccante non mi spaventa, ma occhio se non siete abituati che pizzicaaaaa!
Accendete il fuoco e aspettate che lo zenzero e la buccia soffriggano un po'. Non carbonizzateli.
Schiantate le carote nell'olio zenzerolimonato, e fatele soffriggere un minutino, dopodichè aggiungete un po' di sale e acqua a goccini quando vedete che stanno per bruciare, che le carote sono stronze e si asciugano in fretta.
Nel frattempo l'acqua per la pasta dovrebbe bollire, quindi buttate gli spaghi.
NON ALLONTANATEVI DALLA CUCINA! Piuttosto stappatevi una birra e dotatevi di scaglie di grana padano per aperitivare, oppure se siete diligenti pulite la grattugia e apparecchiate la tavola.
Però se stappate la birra potete sempre aggiungere quella alle carote, anzichè l'acqua. Io ho fatto così (e si scoprì così che la ragazza non è per niente diligente).
Quando la pasta è cotta scolatela, mettetela nella pentola delle carote e mescolate.
Poi spremeteci sopra il limone, maledicetevi per non averlo fatto attraverso un colino e raccogliete tutti i semini maledetti.
Ditevi "La prossima volta ti fai furba e lo spremi nel colino" pur sapendo che ciò non accadrà, impiattate e godetevela.
Col resto della birra, se ve ne è rimasta dall'aperitivo, o con una nuova se preferite.
Voilà
Ok, ok.
Lo so, nessuno sentiva l'esigenza di un nuovo blog di cucina e massaiate varie.
Ok.
Quindi per non ledere il mio amor proprio in caso arrivino commenti poco lusinghieri, facciamo che questo blog è un regalo (e che regalo demmerda direte voi, ma a caval donato...).
E' un regalo per coloro le quali, da tempo immemore, mi chiedono lezioni di cucina e massaiaggio.
E' un regalo in modo che capiscano che se ci riesco io, se mi ci barcameno ci possono riuscire pure loro, ecco.
Ci riuscirebbe anche un babbuino microcefalo mediamente addestrato, a dirla tutta.
Non è difficile, basta provarci.
E non arrendersi alle prime bruciature di padelle (io ne ho rovinata una da 60 euris - imbruciabile, a detta di quello che me l'ha venduta).
Bah, proviamoci, via.
E vediamo se arrivo al post n° 2.
Lo so, nessuno sentiva l'esigenza di un nuovo blog di cucina e massaiate varie.
Ok.
Quindi per non ledere il mio amor proprio in caso arrivino commenti poco lusinghieri, facciamo che questo blog è un regalo (e che regalo demmerda direte voi, ma a caval donato...).
E' un regalo per coloro le quali, da tempo immemore, mi chiedono lezioni di cucina e massaiaggio.
E' un regalo in modo che capiscano che se ci riesco io, se mi ci barcameno ci possono riuscire pure loro, ecco.
Ci riuscirebbe anche un babbuino microcefalo mediamente addestrato, a dirla tutta.
Non è difficile, basta provarci.
E non arrendersi alle prime bruciature di padelle (io ne ho rovinata una da 60 euris - imbruciabile, a detta di quello che me l'ha venduta).
Bah, proviamoci, via.
E vediamo se arrivo al post n° 2.
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